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I BUGIARDI DISTOLGONO LO SGUARDO: UN ERRORE DEI NON ESPERTI NEL LINGUAGGIO DEL CORPO

scuola di comunicazione non verbale - bugiardi sguardo

Una ricerca condotta da Charles Bond in 58 paesi con la quale si chiedeva “Qual è il segno del corpo che vi convince circa una menzogna del vostro interlocutore?”. Il 65% dei partecipanti all’esperimento ha risposto che “distogliere lo sguardo” è il principale segno di menzogna.

Gli altri indicatori segnalati:

  • Lo sbattere delle palpebre
  • L’elevata frequenza delle pause durante il colloquio
  • Movimenti eccessivi del corpo
  • I gesti di autocontatto (grattarsi il naso, toccarsi il naso, ecc.)

Purtroppo le credenze delle persone in merito ai segni corporei e le bugie sono piuttosto errate e non corrispondono ai dati ricavati dagli innumerevoli studi degli esperti in comunicazione non verbale.

Modalità espressiva

Credenze

Realtà evidenziate

lo sbattere delle palpebre

+

/

l’elevata frequenza delle pause

+

/

i movimenti eccessivi del corpo

+

-

lo sguardo fuggente

+

/

i gesti di autocontatto

+

/

Il segno + indica che la modalità espressiva è più frequente nei bugiardi, il segno – che la modalità è meno presente nei bugiardi rispetto a chi dice la verità. Il segno / significa che non vi è relazione tra modalità e la menzogna.

Come si evidenzia, il giudizio delle persone in genere si basa sui segni relativi all’ansia, al nervosismo, interpretando questi items come indicatori di menzogna. Tuttavia, questi segni non sono affidabili.

In definitive, individuare una menzogna non è un compito facile e, soltanto dopo aver seguito un iter di formazione sull’analisi del linguaggio non verbale, è possibile apprendere gli items affidabili.

Infatti, la semplice intuizione, senza padroneggiare la tecnica, può indurci in gravi errori di interpretazione e minare, di conseguenza, la relazione con il nostro prossimo.

 

Dr. Rudy Lanza

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IL METODO DI CAMMINARE SVELA LA NOSTRA PERSONALITA’

scuola di comunicazione non verbale - metodo camminare

Il contatto dei piedi con il terreno è anch’esso oggetto dell’analisi del linguaggio dinamico del corpo.
Il camminare testimonia, in qualche modo, le modalità con cui mi relaziono con l’ambiente.
Ovviamente, nell’analisi occorre tener conto di difetti posturali, di alterazioni congenite e patologie del tratto vertebrale e degli arti.
Normalmente, la camminata fisiologica prevede: immediatamente l’appoggio del tallone e successivamente la pianta del piede e poi la punta.
L’appoggio sul tallone rappresenta il primo contatto con la realtà, infine, il contatto della punta si correla con la ricerca dell’azione, l’intraprendere proiettato verso il futuro.
A partire da queste considerazioni, possiamo iniziare la camminata secondo il nostro approccio al linguaggio del corpo in merito al significato psicologico e alle modalità con le quali un individuo vive ed interpreta la realtà che lo circonda.
Vediamo un esempio: il contatto iniziale con il tallone-martello (il soggetto “picchia” fortemente il suolo con il tallone) sul suolo.
Il dare forza con il tallone si identifica con l’affermazione decisa e prevaricante, indifferente alle richieste dell’interlocutore, dimostrando caratteristiche egocentriche.
Abbiamo analizzato altre modalità di contatto del piede con il suolo: contatto con la pianta del piede, con piede concavo, con la punta, ad assi irregolari, punta dei piedi all’interno, bordo interno, bordo esterno.
Tutte queste variabili e le loro interpretazioni sono oggetto, oltre gli altri argomenti, del prossimo corso di Comunicazione Non Verbale.

 

Dr. Rudy Lanza

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I SEGNI NON VERBALI DELLA MENZOGNA: una bufala o no?

Scuola di comunicazione non verbale menzogna bufala o no

Durante la mia esperienza ho potuto evidenziare alcuni segni relativi alla menzogna, ma un solo segno che può indicare una bugia non significa nulla. In altre parole, occorrono più items nei 15-20 secondi dopo l’affermazione verbale del soggetto in questione.
Per questa delicata analisi, mi comporto in modo differente rispetto agli altri verificatori della menzogna: non mi interesso ai segni standard della menzogna espressi dal corpo perché mi sono reso conto negli anni che ognuno di noi mente in modo diverso.
Se sono in grado di riconoscere la bugia di Mario non è detto che riesca ad individuarla in Giuseppe.
Dunque, si deve evitare la banalità del tipo “ho visto Tizio grattarsi il mento, per cui lui mente”.
Vi sono ovviamente delle regole di analisi, l’intuizione non è assolutamente affidabile e può essere fuorviante.
Normalmente, un soggetto non competente in analisi del non verbale ha il 50% di possibilità di scoprire una bugia, se segue una formazione specifica potrà arrivare anche al 70% - 80% di riuscita.
Un’analista empatico sarà in grado di capire meglio l’interlocutore e quindi sarà più competente nello scoprire una menzogna.
Un consiglio: diffidate da chi promette di darvi gli strumenti per indovinare la menzogna con la percentuale di riuscita del 100%.
Questo è impossibile. Infatti, i “bugiardi professionisti”, gli psicopatici, ecc… sono molto esperti nel nascondere la verità.

 

Dr. Rudy Lanza

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I MANIPOLATORI: COME SCOPRIRLI DALLE ESPRESSIONI DEL VISO

Scuola di comunicazione non verbale manipolatori

La bocca può smascherare i manipolatori: le bugie possono essere scoperte, ad esempio, dal modo in cui il soggetto sorride: possiamo capire se il sorriso è spontaneo oppure “di facciata”.
Nel primo caso appaiono piccole rughe attorno agli occhi, le guance sono leggermente rialzate, gli angoli della bocca si alzano leggermente. Invece, nel sorriso falso vediamo soltanto attivarsi la parte inferiore del viso e questa espressione dura molto a lungo perché il manipolatore vuole convincervi di essere in situazione empatica con voi.
Esiste anche il sorriso con una certa tensione delle labbra, il che tradisce la vera emozione soggiacente.
Se il vostro interlocutore mordicchia le labbra significa che non è convinto di ciò che sta dicendo: questo succede in buona fede ma spesso è segno di malafede.
Se il manipolatore non vuole dire alcune cose, tacere su elementi importanti, le sue labbra rientreranno leggermente ma con una certa tensione: la bocca rassomiglierà ad un’ostrica. Se in aggiunta la tensione è maggiore in un angolo (destra o sinistra) della bocca, ciò significherà disprezzo o ironia: stiamo attenti perché si tratta di segni della durata di millisecondi espressi involontariamente dal soggetto in questione.
Il manipolatore, quando ha compreso che la vittima è caduta in trappola, estrae rapidissimamente la lingua e altrettanto rapidamente la ritira, come spesso fanno i serpenti: ciò significa che il nostro interlocutore è soddisfatto perché la sua preda è ormai catturata.

 

Dr. Rudy Lanza

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INTERPRETARE LE EMOZIONI: NON FIDIAMOCI DELL'INTUIZIONE

intuizione

Nella tragedia di Shakespeare, Otello incolpa la moglie Desdemona di infedeltà e le chiede di confessare il tradimento.

La giovane sposa chiede al marito di convocare il supposto amante affinché comprovi la sua innocenza. Ma Otello ormai lo ha condannato a morte e giustiziato. Desdemona, a questo punto, capisce che non riuscirà mai a convincere suo marito della non colpevolezza.

Qual è l’errore di interpretazione compiuto da Otello? Egli analizza le espressioni facciali della moglie e poiché nota l’emozione della paura, la interpreta come timore da parte di lei di essere scoperta. Otello non capisce che Desdemona ha invece paura di non essere creduta e di essere giustiziata. Il suo pianto è una supplica per non essere uccisa e non per la morte del suo supposto amante.

L’errata interpretazione dei segni del linguaggio non verbale si chiama “l’errore di Otello”.

Questo tipo di sbaglio è spesso causato dai pregiudizi (Otello cerca semplicemente di confermare la sua convinzione e non prende in considerazione nessun’altra opzione), per cui prima di interpretare il linguaggio non verbale, occorre liberarsi da preconcetti e opinioni personali.

Inoltre, quando riteniamo di aver individuato un’emozione o un comportamento sospetto, dobbiamo chiederci se i segni di quell’emozione (esempio, la paura) siano indici di colpevolezza o di qualcos’altro. Ad esempio, i segni della paura evidenziabili sul viso non necessariamente indicano il timore di essere scoperti; possono indicare apprensione per non essere creduti o ansia perché chi ci pone domande è un’autorità (polizia, magistrato, ecc).

Dunque, non improvvisiamoci “cacciatori di menzogne”.

 

Dr. Rudy Lanza

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